3 benefici delle ricerche brevettuali: per partire col piede giusto

//3 benefici delle ricerche brevettuali: per partire col piede giusto

Le ricerche brevettuali vengono solitamente (e mai troppo spesso!) eseguite prima del deposito di un brevetto, per capire se il prodotto inventato (il servizio o il processo di lavoro) ha motivo di essere depositato. Questo utilizzo delle ricerche, seppur noto, non esaurisce le possibilità di impiego delle informazioni che si possono estrarre dai patents. Poco importa se si ha in mente di brevettare un’invenzione, oppure se non si ha in progetto nessun brevetto.

Di seguito scoprirai 3 possibili modi di sfruttare le informazioni contenute nei brevetti e come queste possano essere utili per impostare una corretta strategia aziendale.

In particolare, ricerche brevettuali mirate possono essere utili, perchè:

  1. Riducono i rischi all’inizio del progetto
  2. Supportano le analisi competitive
  3. Ti dicono se davvero puoi copiare un prodotto, un servizio o un processo

 

Riducono i rischi all’inizio del progetto

Durante lo sviluppo di un progetto di innovazione o di una nuova idea si è portati a pensare che la nostra invenzione abbia un elevato valore, che spesso siamo noi stessi a dargli. Non si tratta di un comportamento inconsueto, anzi viene ben descritto nell’economia comportamentale (qui). Delicato e difficile spesso risulta comprendere, che, seppur nuova per noi, per il nostro background o per le nostre conoscenze, la nostra invenzione può non essere innovativa. Purtroppo, o per fortuna, una invenzione, per poter essere patented, deve essere nuova in senso assoluto, ossia non deve essere stata brevettata, rivelata o messa in commercio da nessun altro prima di noi, a prescindere dalla nazionalità. E non è tutto: un’ invenzione deve anche essere originale, ossia non banale per un esperto del settore.

Immagina di investire tempo e risorse nello sviluppo di un prodotto, che non potrai mettere in commercio. Immagina di essere l’ultimo della catena, che acquista un prodotto che non ha la licenza per essere venduto, tanto da divenire tu stesso un contraffattore. Immagina gli investimenti, tecnici, di marketing o quant’altro, che hai effettuato e quanto questi possano essere messi a rischio dall’ipotesi di essere citato in giudizio.

Cosa fare?

Nel momento in cui hai un’idea, e cerchi tutti i lati positivi e i possibili ritorni economici che ne potrebbero derivare, inizia anche a fare delle indagini brevettuali.

Nelle fasi iniziali di un progetto, ogni modifica ha un costo relativamente inferiore rispetto alle fasi finali.

Monitorare il panorama brevettuale, e farsi consigliare da esperti in materia di proprietà intellettuale, fin dalle prime fasi del progetto, permette di ridurre notevolmente i rischi di aver scelto una direzione di innovazione ricca di ostacoli.

Integrare all’interno dell’azienda un monitoraggio attivo del panorama brevettuale, alla lunga può portare vantaggi, soprattutto in termini di stabilità e di valore del prodotto.

Ti faccio un esempio: immagina di voler impiegare la perovskite per lo sviluppo di celle solari. Sai che esistono oltre 100 brevetti sull’argomento depositati solo nel 2017? Non è detto che il settore sia stato esplorato completamente o che non ci siano margini di invenzione. Certo è che la tua idea si inserisce all’interno di un contesto e un trend di notevole interesse attuale, in cui aziende e università stanno acquisendo diritti, che, magari in buona fede, tu potresti infrangere. Conoscere però quali sono le direzioni battute dagli altri, ti permette di concentrare le tue risorse su ciò che davvero può fare la differenza.

Sei sicuro di voler partire col tuo progetto così com’è?

 

Supportano le analisi competitive

Spesso ciò che il web ci propone, non rappresenta un’esaustiva indagine del settore di interesse. Il web è governato da logiche SEO, algoritmi di Google, bot e tempi di indicizzazione. Non tutte le imprese sono supportate da agenzie o reparti marketing competenti e non tutti i prodotti o le aziende possono dirsi oggi aggiornate in questa ottica. Perciò analizzare il proprio settore basandosi unicamente sulle informazioni che possono essere estratte dal web, può risultare limitante. Può inoltre capitare che direzioni di sviluppo siano ancora in fase di elaborazione, o per scelte deliberate, non vengano pubblicizzate sul web.

Un modo per far emergere competitors di cui non siamo a conoscenza, consiste nel condurre delle ricerche brevettuali volte a verificare le aziende che brevettano nel nostro settore o che producono prodotti o processi di nostro interesse.

Al titolare di un brevetto viene concesso un diritto di monopolio temporaneo e geograficamente definito, a patto che renda pubblica l’invenzione.

Il panorama brevettuale richiede un monitoraggio costante, poiché ogni giorno si acquisiscono informazioni in più sul proprio settore e non solo. Questo è dovuto al fatto, che costantemente le aziende, le università o i privati brevettano: solo per darti un’idea, il numero dei depositi di titoli IP presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi è di oltre 8.500, tra brevetti e modelli di utilità, per il 2016, e oltre 8.600 per il 2017.

Anche le ricerche brevettuali, però, hanno i loro limiti. Nel momento in cui un’ invenzione viene depositata con un brevetto, questo documento può rimanere segreto per un periodo di tempo pari, al massimo, a 18 mesi. Questo termine può essere ridotto, sulla base di scelte aziendali. Ad esempio, le imprese cinesi, in linea di massima, nel giro di qualche mese pubblicano i loro brevetti.

Oggi non è possibile conoscere, tutti gli sviluppi innovativi delle aziende. Al più tardi, dopo un anno e mezzo, se non prima, però, questi saranno resi pubblici.

Ti invito a ragionare su come siamo venuti a conoscenza del braccialetto Amazon, al centro delle discussioni di questi giorni. Amazon non ha pubblicizzato il bracciale: il 30 gennaio scorso è stata pubblicata la versione concessa di uno dei brevetti Amazon, pubblicati il 28/09/2017. L’invenzione era stata depositata nel marzo del 2016 (ossia un anno e mezzo prima e non potevamo saperlo), ma il testo del brevetto del bracciale Amazon poteva essere letto già dalla fine del settembre scorso.

Sei sicuro di conoscere i tuoi competitor?

 

Ti dicono se davvero puoi copiare un prodotto

Di tanto in tanto si leggono articoli di “esperti” che ritengono che oggi non sia necessario innovare ma che basti copiare le aziende di successo. Attenzione!!!

Scopri un prodotto sul web, che ti interessa: leggi sul sito dell’azienda che è brevettato e dal momento che si tratta di un articolo che viene realizzato oltreoceano, hai l’idea di riproporlo in Italia, magari con lo stesso successo. Non è detto che ciò sia possibile.

Non tutte le aziende scrivono sul loro sito se i loro prodotti sono brevettati. Ciò non significa di default che i brevetti non ci siano.

Delle ricerche brevettuali, volte ad indagare il portafoglio IP dell’azienda in questione, potrebbero togliere qualche dubbio.

Ti faccio un esempio: La notizia riportata (qui) fa riferimento alla Fitness Pacific, non me ne voglia il proprietario, ma si tratta di un’azienda abbastanza sconosciuta, almeno per me, che ha brevettato un’altalena a dondolo. Il documento in questione è il brevetto US7413516, potenzialmente valido in USA. In realtà il titolare dell’impresa possiede oltre 50 brevetti: ciò significa che potrebbero esserci altri documenti a tutela dell’altalena (ad esempio il US7717799). Se ci venisse voglia di replicare questo gioco in Italia, sarebbe necessario verificare, quantomeno, che il brevetto italiano ITMI20080225, non sia più attivo e dare un occhio ai restanti documenti. Solo se il brevetto, o i brevetti a tutela dell’invenzione (perché potrebbero essercene altri!), non sono più attivi in Italia, allora l’invenzione apparterrà al libero mercato italiano. Se così non fosse, copiare un prodotto, coperto da un brevetto valido nella nazione di interesse, in questo caso l’Italia, rischia di configurarsi come contraffazione.

Sicuro di voler copiare un prodotto o un processo altrui?

 

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Vedi anche:

  • Braccialetto Amazon: ecco cosa dicono i brevetti (qui)
  • Machine learning e reti neurali tutte italiane (qui)
  • Per l’economia a volte siamo proprio strani! (qui)
By | 2018-02-13T14:51:20+00:00 11 febbraio, 2018|Ricerche brevettuali|