Proprietà intellettuale per azzerare l’impatto della catena di distribuzione

//Proprietà intellettuale per azzerare l’impatto della catena di distribuzione

Come riuscire a sfruttare la proprietà intellettuale in modo utile e proficuo?

Un esempio è rappresentato dall’azienda austriaca Marinomed. Attraverso lo sviluppo di due diversi modelli di business, l’impresa fa leva sulla proprietà intellettuale per produrre margini di guadagno.

Marinomed ha investito nella ricerca e nello sviluppo di un polimero estratto dalle alghe rosse per curare i virus respiratori (raffreddori, influenze e allergie).

Dopo il deposito di 3 brevetti a copertura della loro invenzione hanno esteso i titoli IP in tutti i mercati di interesse, per un totale di quasi 100 nazioni. Sicuramente l’investimento in proprietà intellettuale (IP) è stato consistente, ma, ha attratto investitori e, oggi rappresenta la leva portante dell’azienda. Nonostante si tratti di una impresa relativamente piccola (25 persone), ha un fatturato di 5 milioni di euro.

Marinomed ha sviluppato due diversi modelli di business incentrati sullo sfruttamento dei propri titoli IP.

 

Primo modello di business

Il primo modello di business è incentrato su un accordo di licenza. Il licenziatario acquisisce il diritto di produrre, vendere e distribuire il prodotto in nazioni e mercati stabiliti. Marinomed ottiene un pagamento sotto forma di royalties sul venduto.

In figura un canvas semplificato del modello di business 1
(trascina le dita sullo schermo per ingrandire l’immagine)

modello-business-1-sequoo

 

Secondo modello di business

Il secondo modello di business è incentrato su una partnership di distribuzione. Il partner acquista il prodotto da Marinomed per poi distribuirlo in una specifica area territoriale. Marinomed non produce il prodotto ma supervisiona la fase di produzione, che viene data in outsourcing. Il prodotto può poi essere customizzato con il marchio e il logo del partner. Viceversa, può recare il nome del prodotto originale, registrato come marchio. In questo caso viene ceduto in licenza l’uso di questo ulteriore titolo IP.

In figura un canvas semplificato del modello di business 2
(trascina le dita sullo schermo per ingrandire l’immagine)

 modello-business-2-sequoo

 

Benefici, costi e punti di forza della proprietà intellettuale

In entrambe i modelli il peso della distribuzione è trasferito al partner finale. Ma tra i due, è il secondo business model a riscuotere maggior successo.

Mentre il ruolo principale dell’azienda consiste nell’:

  • investire in R&D,
  • gestire al meglio il proprio portafoglio di titoli IP,
  • coltivare i rapporti con partners e stakeholders.

La gestione del portafoglio IP porta il management a decidere ogni anno quali brevetti tenere in vita e in quali mercati sulla base di un rapporto costi/benefici. In questo processo decisionale vengono coinvolti i vari stakeholders. E qualora le direzioni dei diversi attori fossero divergenti, i partners partecipano ai costi per il mantenimento in vita dei brevetti nello specifico mercato di interesse.

Entrambe i modelli di business non sono esenti da rischi o casi di contraffazione. Marinomed, tuttavia, non è mai ricorsa in tribunale: puntando sulla negoziazione, tramite consulenti IP, è riuscita ad ottenere il ritiro dei prodotti non autorizzati dal mercato.

Il punto di forza principale dell’azienda, rappresentato dai titoli di proprietà intellettuale, è ottenibile:

  • depositando più di un brevetto, a copertura delle diverse sfaccettature dell’invenzione e delle possibili soluzioni alternative;
  • facendo analisi di prior art e di liberta di attuazione dell’invenzione, prima del deposito del brevetto e durante la fase di realizzazione del progetto;
  • monitorando costantemente il mercato e i suoi sviluppi.

 

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Vedi anche:

  • Braccialetto Amazon: ecco cosa dicono i brevetti (qui)
  • La coda lunga e la digitalizzazione dei beni fisici (qui)

Photo by Will Broomfield on Unsplash

By | 2018-02-05T01:11:42+00:00 26 novembre, 2017|Strategia aziendale|