Idee di qualità: ecco come riconoscerle

//Idee di qualità: ecco come riconoscerle

Quando innovare non è un gioco

A chi non è venuta in mente, almeno una volta, un’idea per lo sviluppo di un nuovo prodotto, di un servizio alternativo, o di un metodo innovativo?

Quotidianamente ci troviamo ad affrontare ostacoli o imprevisti che richiedono le nostre competenze, o quelle di esperti, fino ad arrivare alla ricerca di nuove e creative soluzioni.

Conoscere in anticipo, però, quelle che saranno le invenzioni di successo assomiglia più ad un gioco di azzardo che ad una scienza esatta.

Con la convinzione che lo sviluppo di nuove idee debba essere incentivato, qualunque sia il valore dell’idea all’inizio, un problema rimane: come scegliere tra le tante proposte quelle di qualità? E come decidere se e quando delle idee sono di valore? Sulla base di quali criteri giudicare? Che cosa premiare?

 

7 caratteristiche delle idee di successo

Se a dover definire la qualità di un’invenzione è un’azienda, o consulenti al servizio delle aziende, è opinione condivisa che le idee di qualità possiedano delle caratteristiche comuni:

  1. Identificano in modo chiaro il processo di monetizzazione.
  2. Definiscono in modo esplicito come queste idee possono essere utilizzate dall’azienda (ad esempio sono implementabili in un prodotto esistente o possono rivolgersi ad un segmento di mercato).
  3. Sono chiare o rendono semplice un concetto complesso.
  4. Possono essere brevettate o implementate nel breve termine.
  5. Sono ben definite, ossia hanno superato la fase iniziale di continua mutazione e ridefinizione dell’idea di base.
  6. Si inseriscono in maniera organica nel contesto aziendale o di mercato (settore di riferimento e sue problematiche, conoscenza della propria azienda, consapevolezza della concorrenza e delle attività dei competitors, …).
  7. Portano benefici.

Non è detto che questo sia l’unico modo di definire delle idee come buone, ma è opinione condivisa che più un’idea manca di questi attributi e maggiore è la probabilità che non venga implementata dall’azienda. La conseguenza è che non sarà possibile conoscere concretamente la bontà dell’invenzione nel mondo reale.

Quando l’innovazione si relaziona con le aziende dove confrontarsi anche con le logiche del mercato. Tanto più questa innovazione si allontana dalla ricerca di base e da quella sperimentale, e si traduce in applicazioni concrete, tanto più è sottoposta al giudizio delle aziende e del mercato.

Sono sufficienti le 7 caratteristiche precedenti per individuare una idea di successo?

Se la risposta è no, dove partire, allora, per costruire innovazione?

Costruire l’ innovazione al servizio delle aziende

Se l’innovazione deve essere al servizio delle aziende allora deve partire dall’individuazione di una direzione di sviluppo di interesse per il business, fino alla generazione di nuove idee.

Uno dei pregi dei vertici aziendali e del management è la capacità di visione: ossia l’abilità di proiettare l’azienda nel tempo futuro. Da questa competenza può derivare la scelta della direzione di sviluppo dell’impresa negli anni a venire. E da qui può nascere la necessità di iniziare a generare idee che siano di valore per l’impresa.

L’ intuizione però non può bastare: altrimenti l’innovazione torna ad essere un gioco di azzardo.

Essere in grado di validare le direzioni di sviluppo e le idee aiuta a indirizzare l’innovazione verso percorsi di valore.

Un modo per valutare fin dall’inizio la qualità e il valore dell’innovazione, consiste nel monitorare in modo continuativo il mercato e il panorama brevettuale del proprio settore o quello dei propri fornitori.

Integrare un’attività di monitoraggio del contesto all’interno delle proprie aziende (competitive intelligence), oltre ad aiutare ad individuare delle direzioni di innovazione di valore da seguire per lo sviluppo del proprio business, permette di:

  • essere preparati o anticipare i cambiamenti;
  • far conoscere al proprio reparto tecnico in che direzione si sta muovendo l’innovazione;
  • incentivare lo sviluppo di nuove idee da parte dei propri dipendenti.

Iniziare a destinare delle risorse aziendali allo sviluppo dell’innovazione, per la sopravvivenza futura dell’impresa, in un contesto di continuo mutamento del mercato, non può che avere effetti positivi sul business e sulla cultura aziendale.

 

Quante risorse è necessario destinare all’innovazione?

Passo 1: iniziare

In realtà per avviare un cambiamento culturale, e un approccio positivo all’innovazione, non sono necessarie risorse di chissà quale livello. Iniziare a monitorare, ad esempio, il panorama brevettuale non richiede sforzi eccessivi. Il più grosso sforzo da compiere è capire il valore o i benefici che questa attività di monitoraggio può portare all’interno dell’impresa.

Nel concreto, iniziare a vagliare il panorama brevettuale del proprio settore può essere fatto tramite banche dati gratuite come Espacenet o Google Patents.

Compilando una serie di campi e inserendo alcune parole chiave è possibile leggere i brevetti depositati negli ultimi anni.

Trattandosi di banche dati gratuite, queste possiedono alcuni limiti: ad esempio Google Patents privilegia i documenti di origine americana, mentre Espacent è un po’ più ostico nella selezione dei documenti pertinenti al proprio settore, nonostante il numero dei brevetti raccolti sia di notevole valore.

Esistono anche database a pagamento o servizi specifici, che permettono una migliore selezione dei documenti. In questa ottica nasce il servizio SEQUOO, che fornisce un report mensile con i documenti pubblicati di recente in direzioni di indagine e di monitoraggio scelte dalle aziende.

Passo 2: non aspettarsi miracoli, ossia…

 

Connubio tra innovazione, idee e proprietà intellettuale

Elemento complementare all’innovazione è la tutela della proprietà intellettuale: intesa come strumento al servizio delle aziende e della strategia aziendale: punto di partenza per la tutela e la valorizzazione del know-how delle imprese.

Il valore e il ruolo della intellectual property è spesso controverso, e se la domanda è:
“La proprietà intellettuale fa miracoli”?
La risposta è NO.

Però, se ben fatta, la proprietà intellettuale permette alle aziende di:

  • ottenere con diritto una posizione sul mercato sempre più competitivo;
  • valorizzare il business;
  • costruire solide basi per lo sviluppo dell’azienda;
  • prendere coscienza dell’unicità della propria impresa.

Inoltre, l’uso della proprietà intellettuale è una dimostrazione della crescita culturale dell’impresa e del fare impresa.

Dall’altro lato, credere che un unico brevetto renderà milionaria la tua azienda perché potrai venderlo alla più grande impresa del settore, può portarti a cocenti delusioni. E’ bene prendere coscienza col fatto che raramente una situazione di questo tipo accade. Approcciarsi alla proprietà intellettuale in modo ragionevole è più utile all’impresa.

 

Un brevetto di qualità in un portfolio di brevetti

Un brevetto è parte di un processo di implementazione di una strategia aziendale, e difficilmente un solo titolo IP sarà sufficiente a garantire una posizione di leadership nel mercato di riferimento.

Per avere valore come asset aziendali, i brevetti devono avere qualità, sia per l’azienda che per le logiche brevettuali.

Un brevetto è di valore, secondo le logiche brevettuali, se:

  1. ha una descrizione completa e esaustiva, ossia se attorno ad una invenzione vengono valutati anche tutti, o almeno una buona parte, dei possibili risvolti che l’idea può avere o gli impieghi che i competitors potrebbero farne (sfida complessa!). Ossia un brevetto è di valore se è capace di essere lungimirante e adattarsi ai cambiamenti del mercato;
    (argomento in primis di pertinenza dell’azienda, col supporto di esperti IP)
  2. ha un ampio ambito di protezione, rappresentato dalle rivendicazioni;
    (argomento di pertinenza del mandatario brevetti, o esperto in IP)
  3. basa la sua solidità su un’analisi di prior art, rappresentata da tutto ciò che è stato reso pubblico fino al momento del deposito del proprio brevetto, e che è simile o vicino alla propria idea. Più l’invenzione sarà originale, rispetto all’arte nota, e maggiore sarà il valore del brevetto;
    (argomento che inizialmente può essere di pertinenza dell’azienda, ma che è preferibile affidare ad occhi esterni e competenti)
  4. include la prior art nel brevetto, a dimostrazione di quanto la nuova idea sia di valore;
    (argomento di pertinenza del mandatario brevetti, o esperto in IP)
  5. è possibile originare più brevetti a tutela dell’invenzione, ossia se si riesce a creare un portafoglio di titoli IP;
    (argomento in primis di pertinenza dell’azienda, col supporto di esperti IP).

Riuscire a creare un brevetto di qualità, e soprattutto un portafoglio di brevetti, può a buon diritto permettere al business di acquisire una posizione sul mercato e la possibilità per l’azienda di cedere o dare in licenza i propri titoli IP diventa più concreta, soprattutto se sono di valore.

 

Cosa dice davvero il mercato?

Attività come sviluppare e mettere sul mercato il prodotto o il servizio che ruota attorno ai brevetti e avere un feedback dai consumatori, aumentano ulteriormente la probabilità che il prodotto possa svilupparsi come un successo.

Più i titoli di proprietà intellettuale sono in grado di rispondere alla flessibilità richiesta alle aziende dal mercato e maggiore sarà la probabilità di aver integrato la proprietà intellettuale, nella strategia aziendale, in modo efficace.

Un brevetto può essere realizzato con lo scopo di adeguarsi al contesto e ai cambiamenti, e questi brevetti di valore possono supportare le idee di qualità.

A tutti, buon lavoro!

 

Vedi anche:

  • 3 benefici delle ricerche brevettuali: per partire col piede giusto (qui)
  • Braccialetto Amazon: ecco cosa dicono i brevetti (qui)
  • Stai per lanciare un nuovo prodotto sul mercato? (qui)
  • Quali problemi o bisogni risolvono le aziende? (qui)

 

 

By | 2018-03-20T10:45:29+00:00 18 marzo, 2018|Strategia aziendale|